#cogitoergoludo [1]: pagheresti per diventare pro-player?

  • #cogitoergoludo [1]: pagheresti per diventare pro-player?

Si sa! Gli esports negli ultimi anni stanno prendendo sempre più piede nel panorama videoludico tanto che, ormai da qualche anno, sono quasi sempre al centro di manifestazioni come i Games Week, gli eventi Comics e via dicendo. Si sa! Gli esports, nei prossimi anni, rivestiranno una ruolo ancora più importante e predominante perché l’industria dei videogames sta cambiando e si sta spingendo verso nuove frontiere.

Se una volta il panorama era dominato dagli youtubers, oggi è invece degli streamers su Twitch, degli influencer ed anche dei team che giocano a livelli altissimi ad alcuni titoli di guerra, di sport, corse automobilistiche, strategia in tempo reale e tanto altro ancora.

Fortnite, Call of Duty, PUBG, Counter Strike, FIFA, League of Legends, sono solamente alcuni dei giochi per i quali ogni anno vengono organizzati tornei di livello mondiale che mettono a disposizione dei vincitori montepremi con cifre da capogiro. Ma come si fa a diventare un pro-player?

Essere pro-player o non essere? Questo è il problema!

Una frase che mi piace spesso dire è questa:

a giocare siamo tutti capaci ma a giocare e vincere sono capaci in pochi

Beh, sembrerà una banalità ma è una dura e cruda realtà. Facciamo un esempio. Chi di voi non ha mai giocato a FIFA? Chi di voi non ha mai fatto una partita a Call of Duty credendosi l’incarnazione del miglior soldato di Apocalypse Now? Beh tutti credo; o almeno tutti quelli che come me hanno una forte passione per i videogiochi. Vi do una brutta notizia: anche se avete vinto l’ultima partita di FIFA 7-0, anche se avete vinto la vostra partita a CoD con 10 uccisioni e 1 morte, beh… sappiate che non valete nulla!

Non valete nulla se paragonati a quei ragazzi (ancora pochi in Italia purtroppo) che ogni anno si danno battaglia in palazzetti stracolmi di persone per vincere migliaia e migliaia di dollari. Ma allora come si fa a diventare giocatori professionisti? Insomma chi di voi non sogna la gloria ed i soldi solamente per giocare ad un videogame? Solamente? Solamente?! Davvero avete pensato che diventare pro sia questione di “solamente”?

Diventare un giocatore professionista ovvero capace di vincere dei soldi è una professione. E’ un continuo giocare, fino allo sfinimento, per imparare ogni mossa, ogni mappa, ogni arma, ogni tutto insomma, di un determinato gioco. Diventare pro significa conoscere quel gioco quasi meglio di chi lo ha programmato perché le ore di allenamento sono tantissime: e per tantissime intendo migliaia di ore, non decine o un paio di centinaia… migliaia!

Ora che avete chiaro – almeno superficialmente – l’impegno che ci va per arrivare a determinati livelli, qualcuno di voi ha ancora voglia di “mettersi in gioco” per vincere? Beh, spero proprio di sì altrimenti potrei anche smettere qui di scrivere. Se proseguite la lettura, dunque, sappiate che le nozioni che apprenderete sono vitali, fondamentali, sensazionali… ed anche costose.

Allenamento, prove sul campo e corsi per pro-players

Come detto, quindi, diventare un pro-player è questione di testa, concentrazione, lavoro, allenamento, studio, fatica e sudore, sconfitte e vittorie. Ma basano queste cose a fare di un giocatore un giocatore completo? Credo proprio di no!

Proprio come in ogni altro sport, anche un pro-player ha bisogno di un coach, di qualcuno che sappia dare una mano, aiutare, mettere a proprio agio e soprattutto di qualcuno che sappia insegnare. L’insegnamento, dunque, la formazione, sono termini che nei prossimi anni diventeranno cruciali per il mondo degli esports, soprattutto in Europa ed anche in Italia.

Insomma, così quando si studia, anche diventare pro significa studiare accompagnati ed affiancati da qualcuno che queste cose le sappia già fare; affiancati da qualcuno che non solo sproni nel momento del bisogno ma di qualcuno che davvero faccia vedere come le cose vanno fatte. Ma chi può insegnare ad un giocatore? Chi può essere in grado di consigliare un aspirante professionista dei videogames?

La risposta, per quanto banale, è proprio sotto i nostri occhi: la community di altri giocatori o, per dirla in termini moderni, un’academy.

L’academy è il posto ideale per confrontarsi con giocatori del proprio livello, per avere dei tutor a disposizione, per avere dei corsi a disposizione. Corsi? Sì, avete capito bene! I corsi fanno accelerare l’apprendimento di oltre il 50% perché visivamente danno dritte, consigli ed insegnamenti. I corsi sono fondamentali per tenersi aggiornati e per poter rivedere le lezioni ogni volta che se ne ha la necessità. Le academy ed i corsi, dunque, sono la chiave del successo.

Beh, dirà qualcuno, ma di corsi su internet ne trovo finché ne voglio! Posso imparare da lì allora! Bravo! Ecco l’errore più banale che si può commettere rispondo io. I corsi di cui vi parlo non sono i tutorial che tutti abbiamo guardato almeno una volta nella vita per superare un livello, per imparare un trick o altro! I corsi sono veri e propri corsi di formazione che sviscerano gli argomenti del gioco in modo semplice ma funzionale, in modo comprensibile e graduale; i corsi di cui parlo io, insomma, sono veri e propri video che insegnano tutto del gioco in questione e sul gioco in questione.

Pagheresti per diventare un player professionista?

Ed ecco la domanda cruciale: tu che vuoi diventare un pro-player e goderti fama e denaro, saresti disposto a pagare per avere a disposizione questi corsi? Saresti disposto a pagare per entrare a far parte di una classe di academy? Saresti disposto a spendere del denaro per avere a disposizione aggiornamenti, suggerimento e giocatori sempre pronti a darti una mano?

E se la risposta è sì, quanto saresti disposto a spendere? Quanto saresti disposto ad investire dei tuoi risparmi per quello che potrebbe diventare un lavoro, un secondo lavoro o uno svago molto remunerativo?

In Italia questi concetti sono ancora lontani da ciò che in altri Paesi del mondo sono realtà e non solamente dei concetti o delle idee. Proprio per questo, dunque, c’è bisogno di creare academy importanti in Italia e di coinvolgere tutti i giocatori che hanno la voglia e la volontà di impegnarsi seriamente in quello che da altre parti del mondo, per qualcuno, non è solamente un gioco ma un vero e proprio lavoro.

Quello che vorrei sapere da voi, quindi, è quanto davvero siete disposti a mettere testa, corpo e anima per la vostra passione: siete disposti a frequentare una “scuola privata” per il vostro futuro? Fatemelo sapere, sono curioso!

 

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